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Dieta mediterranea, la migliore del 2019: ecco perché

dieta mediterranea

A confermare che la Dieta Mediterranea è la migliore è stata la rivista americana News and World Report, dopo aver valutato 41 diverse tipologie di diete. La rivista ha stilato una classifica delle migliori, per benefici ed effetti. Tuttavia, anche se “fa bene“, la nostra dieta non guadagna il podio per la perdita di peso.

Perché la dieta mediterranea è la migliore?

La dieta mediterranea avrebbe ottenuto il primo posto in classifica perché è risultata essere la più efficace di tutte, e perché è facile da seguire, in quanto diversificata. Oltre ad essere considerata la migliore in assoluto, ha primeggiato per la salubrità e per gli effetti positivi su cuore e diabete.

Secondo la valutazione, infatti, la nostra dieta sarebbe in grado di ridurre il rischio di infarto, di colesterolo, di diabete e di ictus. Inoltre numerosi studi avrebbero anche dimostrato anche alcuni benefici su memoria, demenza e cancro al seno.

Gli alimenti principali della dieta mediterranea

Gli alimenti cardine dell’alimentazione del nostro Paese sono frutta e verdura, mentre il consumo di carboidrati è presente, seppur limitato. La dieta mediterranea comprende inoltre il consumo di poca carne rossa e latticini, mentre predilige il consumo di pesce e legumi. Anche l’uso di olio extravergine d’oliva come condimento è considerato un ottimo punto a favore.

Dieta mediterranea e perdita di peso

A fronte dei podi conquistati per i benefici nel contrastare le malattie, per quanto riguarda l’obiettivo della perdita di peso la nostra dieta si posizionerebbe invece soltanto al 17esimo posto. Per questa finalità, primeggia invece la dieta Weight Watchers che punta su un’alimentazione a basso contenuto di calorie e, secondo il report, consentirebbe di perdere fino ad un chilo a settimana.

No agli allarmismi contro la Dieta Mediterranea

A proposito della Dieta Mediterranea, inserita nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’Unesco nel 2010, la Coldiretti approfitta di questo riconoscimento per contrastare l’effetto del recente allarmismo di alcuni Paesi, che avrebbero evidenziato un eccesso di grassi, zuccheri o sale in alcuni dei prodotti simbolo della nostra dieta (come, ad esempio, l’olio extravergine d’oliva).

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