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A Tianjin, nella biblioteca dei sogni per gli amanti dei libri

A Tianjin, città della Cina distante circa 100 chilometri da Pechino, è stata inaugurata il primo di ottobre scorso una nuova biblioteca pubblica. Un edificio che brilla per la sua qualità compositiva ed architettonica frutto di uno studio concettuale e filosofico degno di un intervento così ambizioso. Progettata dallo studio olandese MVRDV in collaborazione con l’istituto di urbanistica locale del TUPDI, la Biblioteca di Tianjin Binhai fa parte infatti di un progetto urbano più ampio, un polo ricreativo denominato Binhai Cultural Centre, di cui la biblioteca è solo una dei cinque principali edifici. Gli altri quattro, commissionati ad altrettanti famosi studi di architettura, sono il Binhai Modern Art Museum, la Binhai Modern City, il Binhai Performing Arts Center e l’Industrial Discovery Museum, collegati l’uno con l’altro da un percorso pedonale coperto da un impalpabile baldacchino in vetro.

Progettisti illustri come Bernard Tschumi Architects, Bing Thom Architects e HH Design sono un evidente segnale di quanto questo grandioso progetto della superficie di 90 ettari possa aver avuto un’eco mondiale nel campo della cultura e della progettazione architettonica. Un progetto voluto e realizzato dal governo locale per promuovere il turismo e mostrare a tutto il Paese il potere culturale della città, intento che sicuramente ha sortito il suo effetto positivo: solo nella prima settimana dall’inaugurazione, il polo bibliotecario ha ricevuto infatti circa 10.000 visitatori con picchi di 18.000 visitatori nel weekend.

Già famosi per le precedenti realizzazioni del Market Hall di Rotterdam e del Balancing Barn di Suffolk, i progettisti del team MVRDV hanno saputo dare alla luce ad un’opera che più che semplicemente architettonica deve essere definita come un concetto metafisico, un pensiero, una suggestione. Già soprannominata “The Eye” per il suo aspetto esterno, ma anche per l’auditorium sferico all’interno della sala che ricorda un bulbo oculare, la biblioteca coinvolge il visitatore in un viaggio all’interno del sapere, una scalata dello scibile umano che può essere compiuta solo attraverso la conoscenza dei testi scritti. Ed è per questo che intorno al centro nodale dell’auditorium si snodano pareti dalla forma sinuosa con superfici verticali che diventano gradoni, mensole orizzontali che si trasformano in ballatoi, in un mix fortemente suggestivo di persone e libri, estendendosi per una superficie totale di quasi 34.000 metri quadrati.

La struttura architettonica, sviluppata come se fosse una montagna, ha al contempo la funzione di scalinata e posti per sedersi ed è sconsigliata per motivi di sicurezza ad utenti di età inferiore ai 14 anni, ma anche a chi indossa tacchi alti. Diciamo che, in generale, non è un tipo di biblioteca particolarmente adatta a chi soffre di vertigini, ma è senza dubbio un luogo suggestivo che ispira il visitatore e celebra la lettura come strumento di conoscenza ed elevazione.

Total white e futuristico, il minimalismo dell’interno della biblioteca lascia il libro come protagonista con i suoi 1,2 milioni di volumi a segnare i percorsi, le sedute, i ballatoi e le cornici dei soffitti. Unica pecca il fatto che, da progetto, le mensole più alte della biblioteca dovevano essere aggetti terminali di un ulteriore sistema di stanze e corridoi costruite alle loro spalle, ma che, per motivi di tempo, non sono stati invece realizzati. Molti dei libri posti in corrispondenza di queste scaffalature sono perciò solo coste posticce di volumi, montate su lastre di alluminio perforato incollate alle pareti. Speriamo che ci rimettano mano e completino questo capolavoro.

Photo credits: edition.cnn.com/travel/article/tianjin-china-library

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