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Plesso 35, reinventare un arcobaleno come forma d’arte

L’artista messicano Gabriel Dawe torna a far parlare di sé e delle sue originali opere con il suo nuovo lavoro dal titolo Plesso 35.

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Parte del suo percorso Rainbow nel quale in questi anni ha saputo mescolare il suo amore per il ricamo, la tradizione dei filati della propria cultura, il gusto per il colore e la tecnologia degli strumenti di render informatici, Plesso 35 propone una nuova composizione di fili colorati che giocano con la luce e con lo spazio in modo innovativo ed incredibilmente suggestivo. Dopo gli esempi del Dallas Contemporary in Texas e della Villa Olmo a Como, stavolta sede espositiva del suo progetto è la Great Gallery del Museo d’Arte di Toledo, in Ohio, dove sarà esposto fino al 22 gennaio 2017 (a partire dal 5 novembre 2016).

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Analogamente alle opere precedenti, anche stavolta si tratta di una semplice struttura di legno e chiodi che crea il supporto per la tessitura di milioni di fili colorati che sfumano dal rosso al violetto, a comporre uno spettro cromatico del tutto simile a quello di un arcobaleno. La disposizione dei due telai cielo-terra (inferiore e superiore) è posizionata in modo tale che l’effetto nell’insieme non solo sia tridimensionale, ma occupi interamente lo spazio visivo dell’ambiente circostante.

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Come anticipato, è uno studio sapiente realizzato attraverso rendering al computer e non un semplice esperimento artigianale. Ma la componente che più contribuisce all’effetto etereo ed evanescente di tutto il progetto è sicuramente la luce naturale: posto al centro della sala, perfettamente al di sotto di un’ampia vetrata, Plesso 35 ne cattura completamente ogni raggio utile riempiendosi di una magia mutevole nell’arco della giornata stessa. Un caleidoscopio prismatico impalpabile ed allo stesso tempo decisamente scultoreo che non può non affascinare.

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Se poi lo contestualizziamo con lo spazio in cui si trova e lo confrontiamo con le scure pareti che lo circondano, sulle quali dominano austere le tele classiche di grandi maestri come Rubens, allora gustarsi il contrasto è ancora più sublime. Un’opera d’arte contemporanea in cui l’architettura fatta di semplici tessuti ancora una volta colpisce nel segno.

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