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Quando è la Natura a guardarci con i suoi occhi

Se siete dei soggetti particolarmente impressionabili allora questo progetto non fa per voi.

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Scherzi a parte, l’idea dell’artista di strada francese Philippe Echaroux di immortalare a grandezza ciclopica i faccioni degli indigeni della tribù dei Surui sugli alberi della Foresta Amazzonica forse non è esattamente una delle proiezioni più rilassanti che vi possa venire in mente, ma è proprio questo il punto: che probabilmente non voleva affatto esserlo. Inquietanti come i volti ieratici dell’Isola di Pasqua e severi come i presidenti americani del monte Rushmore, gli uomini che Echaroux è stato chiamato a rappresentare, proprio su richiesta del capo tribù Almir Surui Narayamoga. Una forma d’arte che stupisce, spaventa, ma soprattutto insegna. Insegna che la nostra Terra è un patrimonio prezioso e che la Natura è più perfetta quando l’uomo non ci mette mano, dato che la maggior parte delle volte lo fa peggiorandola. La cosa surreale è che lo fa contro il proprio stesso interesse.

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L’antefatto è la deforestazione indiscriminata in quella parte amazzonica del Brasile in cui la tribù dei Surui risiede, tanto che tale deforestazione sciagurata ne sta minacciando l’esistenza stessa. La richiesta di aiuto da parte del capo tribù è stata quella di cercare un modo espressivo che facesse da cassa di risonanza mondiale e volgesse proprio alla salvaguardia dell’ambiente. Per sensibilizzare la comunità internazionale a questo fenomeno, che purtroppo è ancora oggi troppo spesso ignorato, l’artista francese ha deciso dunque di proiettare enormi volti dei membri della tribù sugli alberi della foresta.

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Un messaggio chiaro e potente che pone sullo stesso piano simbolico tagliare un albero e togliere una vita. Un’immagine molto forte che potrebbe da una parte essere interpretata come la rappresentazione iconografica del valore vitale degli alberi per una comunità e dall’altra incarnarli come se fossero divinità superiori, minacciose ed inflessibili a tutela del proprio territorio. Le foto e i video del progetto sono disponibili online, ma, per chi volesse, fino al 15 Dicembre, li trova esposti a Parigi, presso la Galleria Taglialatella, in Rue de Turenne 117.

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