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Food delivery vs cucina: ecco cosa potrebbe accadere

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Con la comparsa delle app e la diffusione di numerosi servizi di consegna a domicilio, il fenomeno del food delivery è letteralmente esploso cambiando fortemente le nostre abitudini. Le teorie più estreme parlano di seri danni al mondo della ristorazione ed ipotizzano la scomparsa delle cucine dalle nostre case. Ecco perché.

Il food delivery ha conquistato il mercato

La comparsa nel 2011 di Just Eat, che si poneva come servizio di collegamento tra ristoranti e clienti, ha fatto da apripista per un nuovo business: quello del food delivery. Dal 2015 sono sempre più numerosi e competitivi i servizi di consegna a domicilio che si contendono il mercato. Deliveroo, Glovo, Foodora, Moovenda: solo per citare alcuni dei nomi più noti. 

Perché si sceglie la consegna a domicilio?

Non c’è un’unica ragione che spinge le persone a scegliere questa soluzione per un pranzo, una cena o uno spuntino: le ragioni sono tante. E a confermarlo, le risposte date dagli intervistati ai sondaggi condotti dai principali player del settore.

  • Mancano il tempo e la voglia di cucinare. Nessuna sorpresa. I ritmi incalzanti imposti dalla società moderna, non potevano che portare a questo, perfino in Italia! Ed è così che, stanchi al rientro da una giornata di lavoro, ci si getta sul divano in attesa che il corriere ci porti un comodo pasto direttamente a casa.
  • Velocità di consegna e geolocalizzazione. Quanto si impiegherebbe a cucinare un piatto? Sicuramente qualcosa di più dei 30 minuti che (in media) vengono garantiti per la consegna della pietanza desiderata. Inoltre il cliente può monitorare in tempo reale lo stato della consegna (gran vantaggio rispetto al caro vecchio ordine telefonico).
  • Risparmio e facilità di pagamento. Se non c’è tempo per cucinare, allora perché non andare al ristorante? Semplice: perché la consegna a domicilio è più economica. Inoltre i pagamenti sono semplici, sicuri e rapidi.
  • Qualità medio-alta dell’offerta. Salvo rari casi in cui si ha la fortuna di essere dei bravi cuochi, difficilmente un pasto preparato a casa nel poco tempo che si ha a disposizione avrà una qualità da buon ristorante. Cosa che invece viene garantita ma molti player del servizio, che selezionano i propri ristoranti di riferimento anche in base alla qualità.

Quali sono le possibili conseguenze della diffusione del food delivery?

Le possibili conseguenze di un ulteriore diffusione del food delivery nelle nostre abitudini alimentari, potrebbero essere diverse. Alcune delle quali addirittura preoccupanti.

  • Una nuova sfida per la ristorazione. Al momento i ristoranti rappresentano uno degli asset principali per i player di food delivery. Ma bisogna notare che la nascita e la diffusione del servizio di food delivery ha già profondamente cambiato il loro modo di lavorare e le abitudini dei clienti. Cosa accadrebbe se i brand decidessero di utilizzare tutte le conoscenze acquisite in ambito di preferenze dei consumatori per fondare un proprio brand e diventare autonomi?
  • Nascita di virtual kitchen e dark kitchen. All’estero è già accaduto. In base all’elaborazione dei dati raccolti sui consumatori dai player del food delivery, sono nate delle nuove realtà. Si tratta delle virtual kitchen, ovvero cucine virtuali in cui collaborano più ristoratori, e delle dark kitchen, cioè ristoranti senza sala che si occupano esclusivamente di rispondere alla domanda del delivery.
  • Eliminazione delle cucine. Si tratta probabilmente della conseguenza più estrema ipotizzata. Secondo un rapporto della banca d’investimento Svizzera Ubs, nel 2030 la consuetudine ad ordinare d’asporto potrebbe essere così radicata da modificare non soltanto le nostre abitudini, ma addirittura le nostre case, dalle quali potrebbe essere addirittura eliminato lo spazio dedicato alla cucina, ormai diventata inutile.

Possibile che questo possa accadere solo tra pochi anni?

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