Salute

Salute nell’era digitale: ecco cosa svela una ricerca

italiani e salute in era digitale

Come è cambiato il rapporto degli italiani con la propria salute con l’avvento dell’innovazione tecnologica? Ricerca dei sintomi online, ipocondria e scarsa fiducia per l’intelligenza artificiale: gli italiani si confessano nella ricerca “Salute 4.0: curarsi nell’era digitale“.

Google, ho questi sintomi!

Fino a pochi decenni fa il medico di famiglia era il primo punto di riferimento per le questioni di salute. Oggi, con l’avvento della rivoluzione digitale, il rapporto resta invariato solo in caso di problemi accertati. Ma la questione cambia totalmente di fronte ai primi sintomi. In questi casi, infatti, il primo a cui il 42% degli italiani chiede consiglio non sarebbe il medico… ma internet! E la cosa più sorprendente è che questo comportamento non riguarda soltanto in nativi digitali, ma soprattutto i Senior!

Dottore, mi fido di lei!

A proposito di informazione sulla salute, anche il 75% degli intervistati dichiara di saper riconoscere una fake news, il 29% confessa di essere stato vittima di una bufala almeno una volta. Ma quando si tratta di fiducia, la scala dei valori cambia: medici e farmacisti sono al primo posto: il 91% ha dichiarato di fidarsi di loro; mentre il 36% ha confessato di fidarsi di web e social. Solo il 26% si fida delle istituzioni pubbliche e il 21% dei media.

Come stai?

Gli italiani non si sbilanciano di fronte a questa domanda. Il 42% si dice “in ottima salute”, il 30% “non in perfetta forma”. E la rivelazione più sorprendente è che la generazione più positiva in tal senso è quella dei Senior.

Spopola l’ipocondria

La ricerca ha indagato anche il disturbo dell’ipocondria, scoprendo che in Italia quasi il 18% della popolazione maggiorenne presenta atteggiamenti ossessivi medio-alti (in maggioranza donne). Il 79% di questi è infatti convinto di avere problemi di salute ed è arrivato a spendere nell’ultimo anno l’80% in più in farmaci ed indagini rispetto alla media.

E se il dottore fosse un robot?

A proposito di Intelligenza Artificiale applicata alla medicina, la ricerca commissionata dalla compagnia assicurativa BNP Paribas Cardif ha svelato che l’84% degli italiani dichiara irrinunciabile il rapporto con un medico in carne ed ossa. La tecnologia va bene, dunque, purché sia soltanto un supporto per un vero medico!

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