Design

Alla scoperta delle migliori installazioni del London Design Festival 2018

Un enorme party che celebra il rito inglese del tè, discoteche digitali e installazioni visual pazzesche: questo e molto altro avviene durante il consueto London Design Festival, edizione 2018. L’editor design Augusta Pownall è riuscita anche quest’anno a creare un mix davvero coinvolgente di mostre, eventi e installazioni artistiche che faranno discutere per molto tempo. Vediamo insieme quali sono stati i progetti, tra gli oltre 400 appuntamenti sul design contemporaneo, che sono andati in scena lo scorso settembre a Londra nei vari distretti della capitale inglese.

Electroanalogue

Il primo evento che vogliamo ricordare è Electroanalogue, nato dalla mente di Tom Dixon per celebrare il trasferimento del suo quartier generale a Coal Drops Yard. Per l’occasione ha deciso di creare una discoteca anni ’70 rivisitata in chiave digitale, all’interno di un ex spazio ferroviario con la partecipazione del celebre musicista elettronico Yuki Suzuki. Durante l’evento gli esperti di pelletteria del Bill Amberg Studio hanno inoltre messo in mostra alcuni prodotti creati con varie tecniche di stampa digitale e per l’esibizione Hyper Real sono stati presentati cinque tessuti grafici stampati con Kirkby Design e i tappeti “carbonizzati” di Ege.

Big Data e progettazione urbana

All’interno della Roca London Gallery, progettata dall’archistar recentemente scomparsa Zaha Hadid, è stata allestita una mostra spettacolare sulla controversa questione dei dati personali e le possibili prospettive che offrono nella costruzione delle città del futuro. Il quesito fondamentale posto dagli organizzatori è stato infatti: possono questi dati personali essere la chiave per una migliore progettazione urbana? Attraverso il lavoro dell’americana Jane Jacobs è stato mostrato come in passato sono state concepite le città, in confronto alle possibilità attualmente a disposizione. Ad esempio, i moderni metodi di mappatura delle aree urbane, con strumenti come OpenStreetMap, permettono agli ingegneri di monitorare la densità delle chiamate fatte da mobile. Queste informazioni influenzano chiaramente il lavoro di progettazione e il risultato è proprio la dimostrazione che attraverso i Big Data è possibile trasformare gli spazi pubblici, molto più che affidandoci soltanto alle immagini satellitari.

Multiply

Tra le installazioni che sicuramente hanno colpito di più i visitatori non poteva mancare un enorme labirinto in legno di 60 metri cubi nel bel mezzo del Sackler Courtyard del V&A. Progettato da Waugh Thistleton Architects, ha consentito ai visitatori di godere del panorama da punti di vista prima mai presi in considerazione e ha dato lo spunto per far luce sulle questioni della crisi abitativa e i cambiamenti climatici.

Un leone poeta a Trafalgar Square

A Trafalgar Square il designer Es Devlin ha aggiunto alla base della celebre colonna di Nelson un quinto leone fluorescente che “declama” poesie grazie ad uno schermo LED incorporato. Sfruttando la tecnologia dell’apprendimento automatico sono state infatti generate sul momento diverse poesie ispirate alle parole che il pubblico poteva inserire nel leone, digitandole su uno schermo messo lì accanto. L’animale ha infatti “imparato” le opere dei più grandi poeti del XIX secolo grazie ad un algoritmo, e di notte le sue poesie originali sono state proiettate sulla statua e direttamente sulla Colonna di Trafalgar Square, disponibili in tempo reale anche online.

Photo credits: www.dezeen.com

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