Il nuoto come attività eco-friendly, ci avete mai pensato? Indossando il costume giusto, ovviamente. Quale? Ad esempio, un bikini in grado di ripulire mari e oceani assorbendo le sostanze inquinanti disperse nell’acqua.

È l’idea geniale di un team americano composto da ricercatori della University of California, Riverside e da creativi dello studio internazionale di architettura e design Eray Carbajo. Pinar Guvenc, Inanc Eray, Gonzalo Carbajo e Marco Mattia Cristofori hanno unito le loro forze e conoscenze nel campo dei materiali clean-tech in nanoscala e della stampa 3D per dar vita a Sponge Suit, un bikini decisamente diverso dal solito.

bikini spongesuit prototipo

La parte superiore del bikini si compone di due parti: una struttura bianca reticolare realizzata con stampa 3D in elasto plastic, un materiale flessibile che si adatta perfettamente alle forme del corpo ma sufficientemente rigido per contenere, incapsulandola, la parte sottostante nera, coprente, costituita da un materiale leggero ed altamente idrorepellente a base di carbonio chiamato Sponge, spugna.

Ed il nome spiega tutto. Grazie alla sua composizione fortemente porosa Sponge ha un altissimo potere assorbente – è in grado di assorbire fino a 25 volte il suo peso – proprietà che, unita alla sua idrorepellenza, fa sì che possa separare l’acqua dalle sostanze che la contaminano. Nuotando, Sponge Suit pulisce letteralmente le acque.

tecnologia assorbente bikini spongesuit

Un bikini perciò non solo attento all’ambiente, ma anche attivo nei suoi confronti, in grado di ottimizzare i costi di produzione – l’elemento base di Sponge è lo zucchero, il suo costo per grammo quindi è davvero irrisorio – e, cosa non meno importante, dal design elegantemente innovativo. Le sue linee, di evidente ispirazione organica, ricordano quelle sinuose dei petali di un fiore o delle ali di una farfalla.

La parte superiore, quella “proattiva”, è un’elegante fascia sagomata la cui “armatura” in 3D ha un’articolata struttura a nido per la cui realizzazione i designer di Eray Carbajo si sono ispirati alla texture ondulata e reticolare del materiale Sponge, visibile al microscopio. Il risultato è un bikini leggero e affusolato dal design avveniristico, traslucido ed esteticamente idrodinamico.

design bikini spongesuit

Immagino però vi stiate chiedendo: come lavare questo meraviglioso costume dopo una nuotata “ripulente”? La struttura in elasto plastic può essere tranquillamente riutilizzata per un’altra nuotata mentre, secondo il progetto del suo team di inventori, la fascia nera di Sponge deve essere… riciclata. Sì, perché Sponge rilascia le sostanze inquinanti solo se posto a 1000 °C, temperatura alla quale ritorna alla sua originaria forma liquida, unico stato in cui è facilmente separabile da ciò che lo ha contaminato. In questo modo tornerà pronto per essere reincapsulato in particelle solide e plasmato per ottenere la fascia di un nuovo bikini.

bikini spongesuit dettaglio reggiseno

Gli ideatori di Sponge Suit, in sostanza, prevedono che in un non lontano futuro fatto di wearable destinati a diventare clean-tech wearable sorgano parallelamente lavanderie in cui portare a riciclare i nostri traslucidi Sponge Suit. Non sappiamo quanto questo pronostico sia azzardato, quel che è certo è che nel frattempo con il loro Sponge Suit hanno vinto il primo premio di RESHAPE15 | wearable technology competition 2015, consegnato proprio qualche giorno fa alla Maker Faire di Roma.

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