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Le sette alternative al caviale tradizionale

In epoca di cibi alternativi, intolleranze alimentari, diete cromatiche e cucina fusion, non poteva mancare una nuova moda nell’ambito del “sembra, ma non è” anche volgarmente detta del “vorrei, ma non posso”. Ed è così che, in alternativa al pregiato e costosissimo caviale, si fanno spazio sui buffet chic di tutto il mondo delle simpatiche proposte di antipasto che possono sembrare al primo sguardo uova di storione, ma che al palato poi si rivelano tutt’altro. Da degustare in piccole dosi su crostini tostati e imburrati, questi nuovi trend della cucina OFF sapranno conquistare anche i più scettici. Per chi non ama il sapore particolarmente forte del caviale tradizionale, per chi vuole sperimentare nuovi gusti, per chi vuole offrire dei deliziosi finger food che facciano la loro figura senza dover accendere necessariamente un mutuo, ecco di seguito sette valide alternative da mettere in tavola con stile ed eleganza.

Le prime quattro proposte, più tradizionali, sono già da tempo considerate come ottime sostituzioni in quanto molto simili all’originale. Si tratta di uova di pesce che gli somigliano sia nell’aspetto che nel sapore, facilmente riconoscibili da un palato esperto, decisamente meno da un degustatore profano. Il più economico e diffuso è il caviale di lompo, nella versione nera o in quella rossa, ricco di omega-3 e leggermente meno sapido di quello di storione. Nelle varianti del rosa e rosso acceso, morbido al palato ed abbastanza grasso, c’è poi il caviale di salmone, anch’esso abbastanza economico, per lo più usato come decorazione. Croccante invece e con un retrogusto dolciastro, il caviale di aringa è prevalentemente apprezzato in Spagna e nei paesi del Mar Baltico, mentre infine il caviale di coregone bianco è un tipo di prodotto che si trova maggiormente nel nord dell’Europa.

Ma il bello deve ancora venire, perché queste sono solo delle piccole differenze rispetto alle prossime tre alternative. Decisamente diverse per quanto concerne il gusto, queste pietanze assomigliano solo esteticamente al prodotto cui si ispirano. Se si prepara ad esempio del couscous marocchino lasciandolo al dente e si manteca poi con burro e nero di seppia, si otterranno dei chicchi neri e brillanti che sembreranno in tutto e per tutto caviale. Analogamente basterà bollire delle perle di soia, ovvero dei piccoli chicchi selezionati, ed aromatizzarle con yuzu, spezie o wasabi.
Dulcis in fundo, ma per palati davvero audaci, le uova di lumaca. Ebbene sì, pare che le uova delle lumache siano un alimento molto gustoso e saporito. Chiaramente più terrestre che marino, il loro sapore ricorda molto quello di funghi ed erba. A differenza delle alternative elencate finora, questa è davvero una scelta che di economico ha davvero ben poco poiché il loro costo oscilla tra i 1800 ai 2400 euro al chilo.

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