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Un arco nel bosco: quando natura e arte creano una magia

Semplicissima nella sua realizzazione, ma complessa nel suo concept, l’idea che sta alla base di «Arc Zero – Nimbus» – l’istallazione dell’australiano James Tapscott per il Japan Alps Art Festival nel bosco di Omachi in Giappone – è uno splendido omaggio alla natura attraverso un allestimento dal sapore onirico e fiabesco.

ArcZero, infatti, è apparentemente un banale arco in corrispondenza del ponticello che porta al tempio buddista di Kanoji: in realtà è un simbolo-archetipo che segna il passaggio tra un dentro e un fuori, un prima e un dopo, un mondo e un altro. Questo perché dal ponticello si accede ai giardini del Tempio nel quale regnano un’armonia di forme e colori ed una pace in cui l’unico rumore presente è quello dell’acqua che scorre. Entrando, ci si lascia così alle spalle tutto il resto.

Dalla struttura tubolare arcuata viene nebulizzata costantemente una fitta nebbia di vapor acqueo, ottenuta dall’acqua del ruscello sottostate, lo stesso che scende dai ghiacciai scioltisi sulla montagna di fronte. Una rappresentazione poetica di come l’acqua possa trasformarsi da solida a liquida ed infine in gassosa, che poi è un po’ la metafora del ciclo della vita stessa e del fluire di tutte le cose. Già cosi verrebbe la curiosità di andare a vedere quest’opera. È di notte, però, che, degna di una delle migliori inquadrature alla Tim Burton, ArcZero dà il meglio si sé con un gioco di luci ed ombre che la trasforma in un’opera davvero suggestiva.

L’arcata di nebbia sembra infatti stagliarsi nel vuoto come un misterioso accesso magico, dove aria, acqua e terra si fondono insieme per permettere ad una novella Alice di varcare il portale onirico nascosto nella profondità del bosco. Due strisce di luci a led inserite nella struttura cambiano intensità in base alla luce naturale, in modo da creare l’illusione di una profondità che in realtà non c’è.

Photo credits: studiojt.com.au

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