Design

L’architettura del ‘900 raccontata attraverso gli androni milanesi

Le edizioni TASCHEN sono da sempre garanzia di altissimo livello sia per i contenuti che per le immagini, non solo per gli appassionati di arte ed architettura, ma per tutti. “Entryways of Milan– Ingressi di Milano” è una delle ultime pubblicazioni che merita veramente di essere sfogliata. Il nuovo libro TASCHEN si sofferma a sbirciare con occhio indiscreto in quello che molti di noi vorrebbero e non sempre riescono a fare, cioè guardare ed ammirare l’interno degli androni dei palazzi. In questo caso parliamo della città di Milano, ma non sarebbe una cattiva idea se ne seguisse una collana con altre città italiane così piene e ricche di edifici meravigliosi.

Diamo un po’ di numeri. 144 il numero preciso degli ingressi che sono stati fotografati, analizzati, studiati ed interpretati. Lussuosi, sfarzosi, splendenti e densi di storia del nostro Novecento. Tra i più rappresentativi gli ingressi al numero 14 di via Aristide De Togni e quello al numero 20 di viale Vittorio Veneto, i quali non a caso si trovano sulle immagini di copertina. Cinquanta gli anni che più o meno vengono raccontati attraverso il Modernismo Italiano dei palazzi costruiti fra gli anni ’20 e ’70.

 

Tre i fotografi di eccezione che si sono presi l’arduo compito di immortalare e rendere onore ai siti: il berlinese Matthew Billings ed i due milanesi Delfino Sisto Legnani e Paola Pansini. Sei i critici e storici che hanno commentato i dettagli architettonici, hanno descritto i materiali utilizzati, hanno specificato indirizzi, progettisti ed anno di costruzione: Brian Kish, Daniel Sherer, Fabrizio Ballabio, Grazia Signori, Lisa Hockemeyer, Penny Sparke.Uno il curatore del libro: Karl Kolbitz, ex modello che proprio a Milano ha visto fiorire la propria carriera e che pur vivendo a Berlino, ha voluto dedicare questa opera alla città che tanto ha amato. Più difficile elencare tutti gli architetti ed i designer inclusi in questa meravigliosa rassegna di marmi, legni, modanature, stucchi, lampadari e vetrate. Ne citiamo solo alcuni per rendere l’idea: Gio Ponti, Giovanni Muzo, Luigi Caccia Dominioni, Piero Portaluppi.

 

 

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